
Una delle Leggende più appassionanti della storia umana è senza dubbio quello della mitica esistenza di Agarthi, una sorta di rifugio della sapienza. Agarthi (dal sanscrito, significa “l’inaccessibile”) sarebbe infatti un enorme regno sotterraneo nel quale vivrebbero esseri superiori dall’alba dei tempi. Questi esseri sarebbero capaci di cose impensabili per noi terrestri che abbiamo dimenticato come usare l’energia chiamata Yril. Yril permetterebbe di volare, di spostare oggetti con la forza del pensiero (telecinesi), di leggere nella mente e altre innumerevoli applicazioni.
Agarthi secondo il mito atavico si estende sotto tutta la superficie del mondo ed è collegata alla superficie con una immensa rete di gallerie sotterranee. Le principali entrate di Agarthi si troverebbero nascoste nei ghiacci dei Poli. Dal Polo Nord infatti si avrebbe accesso a Shangri-La mentre dal Polo Sud si arriverebbe ad Eldorado. Esistono però molti altri accessi secondari: dal Mount Shasta in California a Manaus in Brasile.
Dalle Cascate Iguaá in l’Argentina, alla città indiana di Rama. Dalle miniere di Re Salomone nascoste nel Sud dell’Africa al confine mongolo-cinese di Shingwa, fino ai ghiacci dell’Islanda, in Russia, nel Nepal, nel Borneo e sull’Isola di Pasqua. E non è tutto: anche l’Italia vanterebbe due porte di servizio per entrare nel mitico regno sotterraneo: il Monte Epomeo di Ischia e l’Isola Bisentina sul lago di Bolsena…
Ma quale sarebbe l’origine di Agarthi? Pare che i cataclismi e le guerre sulla superficie spinsero il suo popolo a stabilirsi sottoterra. I cataclismi sarebbero dovuti alla guerra tra Atlantide e Lemuria con l’uso di armi potentissime (c’è chi parla addirittura di armi nucleari) che distrussero le due civiltà della quale resta memoria nel mito del diluvio universale. La leggenda primigenia del diluvio universale è infatti presente sia in occidente che in oriente e potrebbe quindi essere stato causato da una guerra termonucleare mondiale con armi potentissimi e tecnologicamente avanzate.
In molti testi sacri in effetti si raccontano guerre antichissime avvenute in cielo. Secondo queste leggende i buoni vennero sconfitti e si nascosero nel sottosuolo del pianeta.
Agarthi sarebbe quindi un rifugio sotterraneo in cui questi eletti si sarebbero salvati e con loro la cultura e la tecnologia atlantidea. Per evitare che il male possa entrare in Agarthi esiste una specie di sistema di protezione che la isola dal mondo attraverso delle vibrazioni che offuscano la mente e rendono invisibili le porte di accesso. E forse è meglio così visto che se un terrestre non autorizzato dovesse riuscire in qualche modo a varcare uno dei suoi ingressi potrebbe perdersi nelle gallerie e anche se riuscisse a tornare gli verrebbe tagliata la lingua per non sfidarlo a non raccontare cosa avesse visto.
I sovrani di questo regno sotterraneo sono chiamati in vari modi tra cui Maestri Eletti, Guardiani della Tradizione, Psicotelei, Gli Antichi, I Guardiani, gli Immortali e controllano i destini di Agarthi, disinteressandosi ai destini del mondo di superficie fino a quando nel giorno stabilito Agarthi verrà riportata in superficie instaurando una nuova Età dell’oro in cui non esisteranno né morte, né male, né dolore.
Il re di Agarthi è detto Re del Mondo e ha il potere di parlare con Dio. Proprio Agarthi sarebbe quindi la base primordiale di tutte le grandi religioni attuali. Secondo questa teoria i grandi profeti come Rama, Melchidesec, Siddharta o Budda, Mosè, i Re Magi, Gesù Cristo, Maometto, sarebbero quindi dei supremi sacerdoti inziatiori emanati dal Re del Mondo.
A supporto di questa tesi ci sarebbero certi riti, certi numeri come per esempio il 12 (che è il numero per esempio degli Apostoli e dei Cavalieri della Tavola Rotonda) o il 22 che è il numero degli Arcani maggiori dei Tarocchi o certi simboli come per esempio la svastica solare (copiata e resa famosa in modo tragico da Hitler che fra l’altro ha organizzato ben quattro spedizioni per trovare Agarthi e dare così fondamento alla sua teoria della razza Ariana) che ricorrono in molte culture e che rispecchiano riti, numeri e simboli del Regno di Agarthi. La capitale di Agarthi si chiama Shamballa (che in sanscrito significa “città degli smeraldi”) posta al centro delle correnti delle energie terrestri e ne controllerebbe la diffusione attraverso complessi megalitici come per esempio Stonehenge.
Collegata al nome di Shamballa c’è anche un’altra teoria sull’origine degli abitanti di Agarthi e cioè che siano discesi sulla Terra in una epoca lontanissima direttamente da Venere. Venere infatti è il pianeta più luminoso, quindi il pianeta della luce (lo smeraldo è il gioiello che simboleggia la luce).
Un elemento molto importante per supportare l’esistenza di Agarthi per molti studiosi sono le leggendarie tavolette Rongo-Rongo. Queste tavolette in legno sono originarie dell’isola di Pasqua e rimasero intatte e incontaminate fino all’avvento dei missionari che ne bruciarono grandi quantità. Il fatto che gli abitanti di quest’isola avessero già la conoscenza della scrittura (poi purtroppo perduta e dimenticata anche a causa della deportazione degli ultimi depositari in schiavitù) è veramente sorprendente ma ciò che rende queste tavolette così speciali è il fatto che i segni incisi sopra siano identici a quelli ritrovati nell’antica città di Mohenjo Daro in India (che si trova dall’altra parte del mondo). Visto che i due posti non potevano essere certo raggiungibili via mare con i mezzi dell’epoca (zattere e canoe) prende posto l’ipotesi dei cunicoli sotterranei (fra l’altro alcune grotte sacre piene di antiche iscrizioni sono vietate agli stranieri).
Ovviamente non vi è alcuna prova scientifica della esistenza di Agarthi ma questa terra continua ad affascinare l’umanità da lungo tempo. Vi è anche chi ritiene che Agarthi sia un luogo immaginario, una specie di Nirvana.
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